Carne rossa bresciana è sicura, sana e certificata #GIORNALEDIBRESCIA

Giornale di Brescia. Domenica 8 novembre 2015

“La carne rossa bresciana è sicura, sana e certificata”
Al Berlinghetto una serata di Coldiretti contro il ‘terrorismo alimentare’

BERLINGO. ‘Al Berlinghetto’ va in scena la serata dell’orgoglio per la carne bresciana ‘sana,sicura e certificata’.
Mercoledì scorso la storica Azienda Agricola di via Esenta a Berlingo ha fatto fatica a contenere le persone (almeno 200) intervenute al dibattito sullo stato di salute del settore nella nostra provincia.
Un appuntamento organizzato in collaborazione con la campagna Coldiretti ‘No al terrorismo alimentare’ e incentrata giocoforza attorno al recente rapporto dell’Irac, Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell’Oms, sulla presunta cancerogenità delle carni rosse, in particolare di quelle lavorate.

Distorsione. A tirare le file del dibattito il presidente regionale Coldiretti, Ettore Prandini: “Non vogliamo entrare nel merito dei dati scientifici, ma intendiamo parlare della distorsione che ne è stata fatta, ingenerando l’ennesimo falso allarme che rischia di colpire duramente un settore di punta del nostro Made in Italy. La nostra carne è la più sicura e certificata del mondo. E’ importabnte però che, fin quando non ci sarà l’obbligatorietà dell’indicazione dell’origine in etichetta – cosa che richiediamo da lungo tempo – il consumatore stringa con noi un patto: invitiamo chi va dal macellaio di fiducia o al supermercato , a spendere qualche minuto per informarsi su cosa sta acquistando, chiedendo solo carne italiana certificata”.
Sull’ “assenza di ormoni e sul rispetto di rigidi controlli e disciplinari di produzione” si è invece concentrato Roberto Goffi, vicepresidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina. A Claudio Macca, nutrizionista del Civile di Brescia, il compito di dare le giuste indicazioni sul consumo di carne, “sul suo fondamentale valore bioattivo come nutriente chiave nella dieta mediterranea, che si presta a un consumo a tutte le età”, in particolare per il suo suo contributo di diversi elementi essenziali, “dal ferro alle vitamina B12. Semmai, va data più attenzione alle operazioni di trasformazione della materia prima: tra l’allevamento e l’impiattamento ci sono moltissimi passaggi in grado di modificare, anche sensibilmente, la materia prima”. Insomma, hanno detto in coro relatori e presenti, mangiare carne si può e  si deve, anche se bisogna fare attenzione a chi propone prodotti a prezzi stacciati.
Controlli.”La filiera dei controlli in Italia è stringente – ha chiuso Paolo Daminelli, responsabile del laboratorio di microbiologia dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia – garantendo un rischio minimo accettabile. Non esite per l’agroalimentare, infatti, il rischio zero. L’Italia in questo è avvantaggiata da una produzione storica e di grande varietà, tanto che circa un sesto delle produzioni riconosciute (come DOP e IGT) a livello europeo fanno riferimento al nostro paese. Il discrimine fondamentale rimane lo stesso che ci hanno trasmesso i nostri nonni: l’equilibrio. //

 

Bresciaoggi. Venerdì 6 Novembre 2015

Coldiretti in difesa della carne italiana: “E’ buona e sicura”
Una serata per rassicurare i consumatori dopo l’allarme dell’Oms

“Le carni made in Italy sono più sane, perchè magre, non trattate con ormoni e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione DOC che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali”. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Brescia, ha rassicurato i partecipanti all’incontro che, mercoledì 4 Novembre, si è tenuto nell’Azienda agricola Al Berlinghetto.
Numeroso il pubblico intervenuto visto il tema di stretta attualità dopo l’allarme generato dall’Organizzazione mondiale della sanità sul consumo di carni e salumi. “L’etichettatura deve essere obbligatoria chiara e semplice per rendere il consumatore consapevole di una libera scelta – ha sottolineato Prandini -. Nel frattempo ci si può rivolgere al macellaio di fiducia oppure a personale specializzato all’interno della grande distribuzione chiedendo di poter comprare carne italiana”.  Dito puntato contro i metodi di allevamento esteri che utilizzerebbero “gli scarti dell’industria agroalimentare”. Alla serata hanno partecipato Paolo Daminelli, responsabile del laboratorio di microbiologia dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia, Claudio Macca, medico nutrizionista degli Spedali Civile e Roberto Goffi, vice presidente del Consorzio Lombardo produttori carne bovina.

 

Coldiretti Giovane Impresa. Martedì 27 ottobre 2015
Carne italiana più sana, no a terrorismo alimentare

La carne Made in Italy è più sana, perché magra, non trattata con ormoni e ottenuta nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione Doc, che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali, tanto da garantire agli italiani una longevità da primato con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il rapporto Oms è stato eseguito su scala globale su abitudini alimentari molto diverse, come quelle statunitensi, che consumano il 60% di carne in più degli italiani. Non si tiene peraltro conto che gli animali allevati in Italia non sono uguali a quelli allevati in altri Paesi e che i cibi sotto accusa, come hot dog, bacon e affumicati, non fanno parte della tradizione italiana.

Il consumo di carne degli italiani, con 78 kg a testa, è ben al di sotto di quelli di Paesi come gli Stati Uniti e Australia, rispettivamente con 125 kg e 120 kg a persona, ma anche dei cugini francesi con 87 kg a testa. Dal punto di vista qualitativo, la carne italiana è meno grassa e la trasformazione in salumi avviene naturalmente solo con il sale, senza l’uso dell’affumicatura messa sotto accusa dall’Oms. Proprio quest’anno peraltro la carne è diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta, con una rivoluzione epocale per le tavole nazionali che non era mai avvenuta in questo secolo. La spesa degli italiani per gli acquisti è scesa a 97 euro al mese per la carne che, con un’incidenza del 22% sul totale, perde per la prima volta il primato.

Una situazione che preoccupa anche i pediatri, che proprio all’inizio di ottobre in occasione del IX Congresso Nazionale Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) hanno tenuto a sfatare quei miti che spesso impediscono alle famiglie di consumare serenamente la carne. In un Paese dove si sono ripetuti casi di malnutrizione dei bambini per l’eliminazione delle carni dai menu, occorre evitare allarmismi e ricordare che la carne italiana è un alimento sicuro e prezioso anche per lo svezzamento dei bambini, poiché a livello nutrizionale è un alimento ricco di nutrienti fondamentali nelle prime fasi della vita di un individuo, nelle quantità suggerite dal modello della Dieta Mediterranea.